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La quarta generazione alla guida di Cavenaghi & Ridolfi

28 Apr 2026

Compiere 104 anni di attività è un traguardo per molti, un punto di partenza per chi guida oggi l’azienda, con una responsabilità precisa: consolidare quello che tre generazioni hanno costruito e strutturarlo per affrontare mercati sempre più competitivi.

Paola Ridolfi e Giacomo Cavenaghi sono la quarta generazione al fianco di Giovanni Cavenaghi e Carlo Ridolfi nella guida dell’azienda. Lei, 40 anni, laurea in Scienze Biologiche e poi in Economia, quattro anni in PwC Advisory, un anno nel controllo di gestione di Humanitas, un Master in Project Management al Politecnico: è entrata in C&R nel 2017 con il ruolo di Project Manager in ambito produttivo e tecnico. Lui, 28 anni, formazione in economia e management, un Master in Innovazione Digitale al MIP, tre anni come consultant in Nextea su progetti di Digital Transformation: è entrato nell’azienda di famiglia nel 2024, ricoprendo ruoli in amministrazione, personale e vendite.

Entrambi sono arrivati in C&R dopo un percorso costruito altrove, con l’obiettivo di “mantenere e far prosperare una realtà storica in anni sempre più sfidanti in un contesto di mercato profondamente cambiato”. 



Prima l’officina, poi l’azienda

Per entrambi, C&R viene prima come luogo fisico che come progetto professionale. Paola ha imparato a usare la lima a nove anni, nell’officina di Limbiate: “Per me e mia sorella l’officina era un grande parco giochi“, racconta. Giacomo ricorda i sabati quando raggiungeva il padre a pranzo e il giro in officina era parte del rito: “Ho una foto di me, mio fratello e mia sorella nella buca dell’alesatrice come ricordo di una di quelle giornate”. L’azienda di famiglia non era un’astrazione, era un posto con odori, macchine, persone.

Eppure nessuno dei due vi è entrato direttamente. Paola ha costruito un lungo percorso altrove prima di rientrare nel 2017. Giacomo ha aspettato di avere qualcosa di preciso da portare: “Ho deciso di entrare in C&R quando ho acquisito competenze in cui credevo, e quando ho visto in Paola una presenza consolidata e un forte senso di continuità generazionale.”

La loro presenza è qualcosa di più di un semplice passaggio generazionale. Alla guida di C&R siedono sempre un Cavenaghi e un Ridolfi: non è scritto nello statuto, non è mai stato formalizzato; è un patto che le due famiglie rispettano da quando l’azienda esiste. Paola e Giacomo non fanno eccezione.

Prima l’officina, poi l’azienda

Il valore dell'artigianalità non è dove sembra

C’è uno schema ricorrente nelle PMI familiari: la nuova generazione modernizza, quella precedente frena. Questa semplificazione non vale però a Limbiate.

Il punto che Paola e Giacomo chiariscono subito è un altro: “L’artigianalità resta un valore quando si traduce in attenzione al dettaglio e capacità di adattare ogni macchina alle esigenze del cliente. Il cambiamento riguarda il metodo.” C&R ha sempre lavorato su commessa, con presse progettate e costruite per applicazioni specifiche: imbutitura profonda, tranciatura, formatura a caldo. La customizzazione non è un limite da superare, è la ragione per cui certi clienti tornano da decenni.

Quello che cambia non è il prodotto, è il metodo con cui lo si produce e gestisce. Una parte rilevante del sapere aziendale è stata costruita sull’esperienza diretta, incorporata nelle persone più che nei processi. Funziona finché quelle persone ci sono, il problema si pone quando occorre trasferirlo, replicarlo e renderlo disponibile anche a chi arriva dopo. “Industrializzare significa organizzare meglio il modo in cui lavoriamo,” spiegano, “così che la qualità dipenda da un sistema strutturato, non solo dall’intuizione.”

Il valore dell'artigianalità non è dove sembra

Quello che viene codificato non si perde

Il lavoro di Paola e Giacomo è partito dall’ingegneria e dai processi interni. La complessità progettuale resta dove deve stare, nella testa e nell’esperienza dei tecnici più senior. Ma l’esecuzione deve poggiare su procedure chiare, documentate e accessibili. Nello stesso tempo, si sta rafforzando il controllo di gestione: Paola porta l’esperienza costruita in contesti molto diversi da quello manifatturiero e la applica a una realtà produttiva che ha sempre ragionato più per expertise che per indicatori; Giacomo integra le sue competenze in change management per gestire la trasformazione organizzativa e accompagnare le persone nel cambiamento, non solo introdurre nuovi strumenti.

Il nodo più delicato resta il knowledge transfer. C&R ha al suo interno decenni di competenza tecnica sulla progettazione di presse idrauliche e linee di stampaggio. Quella conoscenza deve passare dalle persone alla struttura. “Stiamo cercando di affiancare in modo strutturato le generazioni più anziane con quelle più giovani per un trasferimento di conoscenze il più possibile completo.” Non è un processo semplice – generazioni diverse hanno approcci e aspettative differenti – ma è la condizione per garantire continuità senza perdere profondità tecnica.

Una guida che prima ascolta, poi decide

Cambiare i processi è la parte visibile. La parte meno visibile riguarda il modo in cui si prendono le decisioni e si costruisce una squadra. La generazione precedente ha guidato con una forte impronta personale, un modello diretto e verticale. Era efficace nel contesto in cui è nato, “oggi è necessario un approccio più condiviso. Stiamo rendendo l’organizzazione meno centrata sulla singola figura e più orientata al lavoro di squadra, con responsabilità definite e processi chiari.”

In pratica questo si traduce in allineamenti settimanali tra i diversi uffici, strumenti per monitorare l’avanzamento delle commesse, sistemi per tracciare informazioni che prima vivevano solo nella memoria delle persone. Lo stile che Paola e Giacomo definiscono consultivo mantiene la decisione finale in capo alla proprietà, ma raccoglie prima idee e feedback da chi è sul campo. L’obiettivo è “creare una squadra con cui trovare le soluzioni e i processi migliori insieme, in un’ottica di collaborazione.”

Cosa devono aspettarsi i clienti

Chi lavora con C&R da anni ritrova la stessa attenzione e la stessa cura che ha sempre caratterizzato il rapporto. “In aggiunta trova una maggiore organizzazione e un approccio più sistematico nella gestione della commessa e della comunicazione.

Per chi si avvicina oggi, l’offerta è più precisa: “Vogliamo essere un’azienda che unisce l’expertise di progettazione con il continuo aggiornamento tecnologico.”

La priorità nei prossimi anni è costruire un team di giovani capace di assorbire la conoscenza della generazione precedente ancora operativa in azienda e di aggiungerci qualcosa di nuovo: “Fare ricerca continua sulle ultime tecnologie è il modo in cui proteggiamo la qualità che ci ha resi quello che siamo.”

C&R non ha intenzione di restare ferma. Ha 104 anni e molto ancora da costruire.