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Presse tradizionali, idraulica o meccanica: come scegliere la pressa giusta

17 Giu 2026

Tra i macchinari per la lavorazione della lamiera, le presse sono le più diversificate per tipo, destinazione e soluzioni costruttive. Esistono in una quantità di varianti, sottotipi ed esecuzioni speciali.

Presse a semplice, doppio o triplo effetto nel mondo oleodinamico; presse a vite, a eccentrico, a ginocchiera in quello meccanico. Una varietà che è il risultato di una risposta tecnica alle molteplici applicazioni produttive.

Presse oleodinamiche e meccaniche condividono lo stesso mercato (lo stampaggio della lamiera e dei materiali) ma operano secondo logiche costruttive profondamente diverse. Sono due strumenti nella stessa cassetta degli attrezzi: ognuno ha il proprio perimetro di applicazione, dove l’altro difficilmente può competere.

La scelta tra le due tecnologie dipende dalla natura del pezzo da produrre e dai volumi di produzione, non dal prezzo.

I cinque criteri che guidano la scelta

La scelta tra pressa oleodinamica e meccanica sembra una questione esclusivamente tecnica; invece, è una domanda che riguarda il processo produttivo: cosa si produce, con quali geometrie, in che volumi, con quali esigenze di flessibilità. Rispondere a queste domande con precisione è il modo più diretto per individuare la tecnologia giusta.

Ecco i criteri fondamentali che aiutano a capire quale delle due tecnologie è quella corretta per le proprie esigenze di produzione:

  1. La velocità di produzione (Cadenza)
    · Oleodinamica: La velocità non è la priorità, ma lo è la precisione del movimento o se il processo richiede tempi di sosta (es. 10-30 colpi al minuto).
    · Meccanica: Produce milioni di pezzi piccoli o semplici in tempi ridotti. Le presse meccaniche sono molto veloci (possono superare i 500 colpi al minuto).
  2. La profondità dello stampaggio (Corsa)
    · Oleodinamica: Ottima per realizzare un’imbutitura profonda (es. un lavello, una bombola, un vaso alto). La pressa idraulica può mantenere la massima forza per tutta la durata della corsa del pistone ed avere corse teoricamente di qualsiasi valore.
    · Meccanica: Esegue principalmente operazioni “superficiali” come tranciatura, foratura o piegatura leggera. Alcune presse meccaniche sono dotate di leverismi che consentono di effettuare imbutiture di media profondità. La pressa meccanica esprime la sua massima forza solo quando la slitta è vicina al “punto morto inferiore” (fine corsa). Le corse sono normalmente limitate a circa 1000 mm.
  3.  Forza necessaria
    · Oleodinamica: E’ in grado di applicare una forza elevata. Le presse oleodinamiche possono raggiungere anche 100000 tonnellate.
    · Meccanica: Può esprimere forze entro le 6000 tonnellate.
  4. Precisione e Controllo della Forza
    · Oleodinamica: È l’ideale se il materiale è delicato o lo stampo è costoso. Se qualcosa si incastra, la pressa oleodinamica si ferma non appena raggiunge la pressione limite impostata (valvola di massima), salvando lo stampo. Inoltre, può premere un pezzo e “tenerlo in pressione” per qualche secondo ed è possibile regolare la forza e la velocità in base al tipo di materiale (es. imbutitura profonda o semplice tranciatura).
    · Meccanica: Ha un’elevata precisione sulla posizione finale della slitta ma presenta un rischio maggiore di rottura dei componenti in caso di malfunzionamenti per l’inerzia del movimento di pressata.
  5. Versatilità e Setup
    · Oleodinamica: Ideale per lotti diversi con cambio stampi frequente. È possibile regolare la pressione, la velocità e la corsa con estrema facilità tramite software. È una macchina “multitasking”.
    · Meccanica: Ideale per una produzione standardizzata che non cambia quasi mai. Il setup di una meccanica è più complesso e rigido, ma imbattibile sulla ripetitività estrema.
 I cinque criteri che guidano la scelta

Nella foto: pressa idraulica speciale per la lavorazione di vasche e componenti in acciaio inossidabile con imbutitura con effetto inferiore attivo e passivo.

  • Potenza nominale: 6500 kN
  • Corsa: 1500 mm Velocità rapida: 500 mm/s
  • Velocità di lavoro: 56 mm/s
  • Dimensioni del piano pressa: 2900×1700 mm

Il confronto in sintesi

Messi insieme, i cinque criteri restituiscono un quadro preciso delle condizioni in cui ciascuna tecnologia esprime il meglio. La tabella che segue li mette a confronto diretto:

Caratteristica Pressa Oleodinamica Pressa Meccanica
Velocità Medio-bassa< Molto alta
Corsa Teoricamente illimitata Fino a 1000 mm
Forza Fino a 70000 T Fino a 6000 T
Controllo della forza Costante su tutta la corsa Massima solo a fine corsa
Flessibilità Alta (parametri regolabili) Bassa (parametri fissi)
Il confronto in sintesi

Nella foto: pressa meccanica di precisione dotata di snodo a Plunger, guide a rullo precaricate, controbilanciamento delle masse rotanti e riduttore epicicloidale.

  • Potenza nominale 2000 kN a 6,35 mm dal punto morto inferiore
  • Corsa: 150 mm
  • Velocità: da 5 a 200 colpi al minuto
  • Dimensioni del piano pressa: 2000 x 100 mm

Ogni produzione ha la sua risposta

La scelta della tecnologia è legata al contesto produttivo.

La pressa oleodinamica è la risposta quando il pezzo è complesso, profondo, quando serve una forza distribuita su tutta la corsa o quando la produzione cambia spesso. È l’ideale per chi punta sulla qualità e flessibilità.

La pressa meccanica è la risposta quando il pezzo è piatto o poco profondo e i volumi sono alti. È l’ideale per chi necessita della produttività pura.

Le due tecnologie spesso si integrano. Una linea per la produzione di pentole, per esempio, può prevedere una pressa oleodinamica per l’imbutitura profonda e una meccanica per le operazioni successive; due macchine diverse, una sola logica produttiva.

Non esiste una tecnologia “migliore” dell’altra, la risposta giusta è sempre quella più adatta al proprio processo produttivo.

Quella tra idraulica e meccanica è però solo una parte del quadro completo. Le servopresse, nelle loro varianti meccaniche e idrauliche, aggiungono un ulteriore livello di possibilità che approfondiremo in uno dei prossimi contenuti.